Milano, il dirigente di polizia ferito torna in servizio: "Dobbiamo garantire la sicurezza"

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Angelo De Simone, colpito alla testa durante gli scontri in piazza Duomo, è tornato in strada nonostante i quattro punti di sutura

Milano, il dirigente di polizia ferito torna in servizio: "Dobbiamo garantire la sicurezza"

Nonostante la ferita alla testa riportata durante gli scontri che hanno devastato il centro di Milano, Angelo De Simone è tornato in servizio per presidiare piazza Duomo. Il primo dirigente della Polizia di Stato, a capo del commissariato Garibaldi-Venezia, è stato colpito da un sampietrino lanciato durante i disordini, ma ha scelto di riprendere immediatamente il proprio incarico. "Dobbiamo garantire la sicurezza della città", ha dichiarato, ribadendo la necessità di assicurare l’ordine pubblico.

De Simone, diventato uno dei simboli dell’impegno delle forze dell’ordine durante le recenti tensioni nel capoluogo lombardo, vanta una lunga esperienza nella gestione di manifestazioni ed eventi ad alto rischio. Nel corso della sua carriera ha affrontato situazioni complesse, dai cortei a sostegno della Palestina alle manifestazioni delle tifoserie, operando spesso in contesti caratterizzati da tensioni e criticità.

A 55 anni, il dirigente è da tempo impegnato sul territorio, anche in aree delicate come quelle attorno alla stazione Centrale e a Porta Garibaldi, zone interessate dalla movida e da episodi di criminalità. Dopo aver diretto il commissariato Greco-Turro, nel 2020 era stato promosso primo dirigente e aveva assunto la guida della Divisione Anticrimine della Questura di Novara. Successivamente è rientrato a Milano, dove ha ripreso l’attività sul campo.

La ferita riportata durante gli scontri non lo ha convinto a fermarsi. Intervistato dal Tg1, ha spiegato che la situazione richiede l’impiego di tutte le risorse disponibili. "Non ce lo possiamo permettere, è una situazione che va fronteggiata con tutte le risorse disponibili perché dobbiamo garantire l’ordine e la sicurezza pubblica della città", ha affermato.

Con un cappellino a coprire la medicazione, De Simone ha raccontato di stare meglio e ha ricostruito l’accaduto: "Nella sassaiola di piazza Duomo sono stato attinto da un sampietrino in fronte, per fortuna sono riuscito a schivare in parte il colpo e ho rimediato una ferita con quattro punti di sutura".

Il dirigente ha inoltre descritto le difficoltà incontrate dagli agenti durante gli interventi, spiegando che dal pomeriggio precedente erano impegnati a fronteggiare gruppi di giovani organizzati, tra cui anche minorenni. Secondo il suo racconto, si tratta di gruppi numerosi, spesso con il volto coperto e animati da una forte spinta distruttiva. "Trovano il coinvolgimento nel gruppo e diventano più negativamente performanti a seconda del numero di persone che riescono a raccogliere", ha osservato, evidenziando come la dinamica collettiva possa alimentare comportamenti sempre più violenti.

La vicenda ha attirato anche l’attenzione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha condiviso sui social una fotografia del dirigente ferito, esprimendo apprezzamento per il suo comportamento. "A volto scoperto, ferito, senza arretrare. Davanti a lui, chi si nasconde dietro un cappuccio per colpire e distruggere", ha scritto la premier, sottolineando il valore di chi continua a svolgere il proprio compito nonostante i rischi.

"Lo Stato non è un concetto astratto. È fatto di persone che, con coraggio e senso del dovere, restano al proprio posto quando altri scelgono la violenza", ha concluso Meloni, richiamando l’importanza del lavoro delle forze dell’ordine nella tutela della sicurezza pubblica.

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