Legge elettorale: in Senato il centrodestra prima sbanda, poi si ricompatta

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Tra polemiche e divisioni, il centrodestra resta unito. Critiche dalle opposizioni

Legge elettorale: in Senato il centrodestra prima sbanda, poi si ricompatta

Procede, non senza difficoltà, il percorso verso l'approvazione definitiva della nuova legge elettorale. In Senato, il centrodestra boccia senza defezioni gli emendamenti delle opposizioni sulle preferenze pure e, sempre senza defezioni, vota il suo emendamento unitario che prevede anche i capolista bloccati. FdI festeggia in Aula con cartelli con scritte "'Con noi le preferenze, con loro zero preferenze", mentre sui social, la premier Giorgia Meloni rivendica: "Le preferenze tornano su proposta di FdI, la sinistra non è credibile". 

Questo è solo l'epilogo di una giornata vissuta con agitazioni: nonostante non sia andata a segno la "trappola" sulle preferenze architettata dalle opposizioni, nella mattinata di ieri, si confermava in Transatlantico la notizia che FdI stesse valutando quegli emendamenti. Vannacci dai social lanciava la sfida: "Siano coerenti, le votino". Ma dalle parti di FI e della Lega si rispondeva con un fermo no: o si va sull'emendamento su cui c'è un accordo o salta tutta la legge. Se non tutto il resto. 
Viene convocata così una una riunione di maggioranza con la ministra Casellati, i capigruppo del centrodestra e gli sherpa. L'obiettivo principale era chiaro: evitare l'incidente già accaduto alla Camera qualche settimana prima quando, votando sulle preferenze, l'esecutivo era tecnicamente "andato sotto".

Dopo qualche ora, arriva la conferma nelle parole di Malan: "Tra un emendamento strumentale e mantenere gli accordi di maggioranza che permettono la reintroduzione dal '92 delle preferenze, non abbiamo dubbi: manteniamo la parola sulle preferenze e votiamo contro questo emendamento". 

Bagarre in Aula. Le opposizioni si scagliano definendo come "farlocche" queste preferenze con capolista bloccati. Matteo Renzi rilegge in Aula un discorso della premier in favore delle preferenze e aggiunge: "Dovete vergognarvi!".

Poco dopo, è la volta dell'emendamento di maggioranza, approvato compattamente con tanto di cartelli dai banchi di FdI. Il centrodestra esulta. Maurizio Lupi festeggia: "Passa la nostra battaglia". 
L'opposizioni invece accatta: "Per non perdere la legge, perde la faccia", commenta la segretaria Dem, Elly Schlein, riferendosi a Giorgia Meloni, mentre Giuseppe Conte denuncia: "nella legge truffa c'è anche una norma proteggi casta", dice parlando delle firme. "Un altro schifo di questa legge", commenta Riccardo Magi. Questa riforma è un "danno alla democrazia", denunciano da Avs. 

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