Meloni sfida le critiche: «Con Trump lo rifarei». De Luca si schiera col centrodestra

di

Carlo Longo

La premier rivendica il dialogo con gli Stati Uniti e, alla convention di Cateno De Luca, sottolinea il ruolo del Mezzogiorno. “Sindaci d’Italia-Sud Chiama Nord” entra nell’alleanza di centrodestra in vista delle prossime elezioni

Meloni sfida le critiche: «Con Trump lo rifarei». De Luca si schiera col centrodestra

Giorgia Meloni non si pente di essersi avvicinata a Donald Trump all’inizio del suo secondo mandato. «Significava difendere l’interesse nazionale», afferma la presidente del Consiglio nel libro di Bruno Vespa Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita lunedì 2 novembre per Mondadori-RAI Libri.

Meloni ricorda di aver mantenuto buoni rapporti anche con Joe Biden, pur ricevendo critiche, e sostiene che fosse naturale rafforzare il dialogo con gli Stati Uniti dopo l’elezione di Trump. Washington, spiega, è il principale alleato geopolitico e militare dell’Italia e un importante mercato per le imprese italiane. La premier rivendica inoltre il ruolo svolto nel mantenere aperto il confronto euro-atlantico nei momenti di tensione e nel riportare questioni complesse, come la Groenlandia e la sicurezza dell’Artico, nell’ambito della Nato. «Sono cose utili all’Italia, all’Europa e all’Occidente», afferma, aggiungendo che rifarebbe quelle scelte.

La premier è anche intervenuta con un collegamento video alla giornata conclusiva della convention nazionale “L’Italia dei Territori”, organizzata da Cateno De Luca e dal suo movimento. Meloni ha salutato i partecipanti, riconoscendo il coraggio necessario per fondare una nuova formazione politica, e ha sottolineato il ruolo dei territori e dei sindaci: «L’Italia non si governa contro i territori o senza i territori, ma con i territori».

La convention ha nominato De Luca portavoce unico della nuova compagine “Sindaci d’Italia-Sud Chiama Nord”, inserita nell’alleanza di centrodestra. Nel corso dell’evento è stato presentato anche il simbolo per le prossime elezioni politiche, che riporta il nome di De Luca e i loghi delle due formazioni. Nelle settimane precedenti, Fratelli d’Italia e Sud Chiama Nord avevano formalizzato un’intesa in vista del voto.

Meloni ha legato il tema dell’alleanza a quello dello sviluppo territoriale: il compito del governo, ha detto, è far crescere tutte le aree del Paese. «Il Sud non sarebbe nulla senza il Nord e viceversa», ha affermato, sostenendo che non possa esserci vera competitività se una parte del Paese resta indietro.

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha rivendicato la crescita del Mezzogiorno e un «record storico di occupazione», ricordando che il tasso di occupazione avrebbe superato per la prima volta il 50%. Ha attribuito il risultato sia all’iniziativa di imprese e lavoratori sia alle misure di sostegno adottate dal governo.

Tra queste ha citato la Zes unica, la Zona economica speciale per il Mezzogiorno, che secondo Meloni avrebbe generato un giro d’affari complessivo superiore a 60 miliardi di euro. La misura è stata confermata e potenziata nella legge di Bilancio, con uno stanziamento portato a 2,4 miliardi. La premier ha inoltre richiamato l’importanza di favorire l’accesso al lavoro e di rafforzare le tutele per chi finora ne è rimasto escluso.

Per sostenere la crescita, ha aggiunto, servono infrastrutture e collegamenti più efficienti tra il Sud e il resto d’Italia. Meloni ha poi indicato l’economia blu — legata alle attività del mare — come un settore da valorizzare, soprattutto nel Mezzogiorno, e ha richiamato la riforma delle politiche di coesione, con l’obiettivo di migliorare l’impiego dei fondi europei.

La premier ha affrontato anche il sostegno alle attività commerciali locali, parlando della necessità di rendere più sostenibili gli affitti per le botteghe. Ha ribadito, inoltre, che il governo intende difendere le produzioni agroalimentari italiane e opporsi a eventuali riduzioni dei fondi europei destinati all’agricoltura, alla pesca e alla coesione.


Nel discorso, Meloni ha definito la lotta alla criminalità organizzata una priorità del governo. Ha rivendicato il rafforzamento della presenza dello Stato e l’aumento degli organici delle forze dell’ordine, sostenendo che la legge debba essere rispettata in ogni territorio, in particolare là dove, secondo la premier, lo Stato in passato aveva arretrato.

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