Il Premio Ratzinger 2026 è stato assegnato al teologo statunitense John C. Cavadini, docente all’Università di Notre Dame, nello Stato dell’Indiana, e tra i più apprezzati studiosi contemporanei di teologia patristica.
La scelta è stata compiuta dal comitato scientifico della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI e successivamente approvata da papa Leone XIV. La cerimonia di consegna del riconoscimento è in programma il prossimo 19 dicembre al Palazzo Apostolico, in Vaticano.
Cavadini ha dedicato gran parte della propria attività accademica allo studio dei Padri della Chiesa, con una particolare attenzione alla figura e al pensiero di sant’Agostino. Nel corso della sua carriera ha affiancato all’insegnamento un’intensa attività di ricerca e pubblicazione, occupandosi anche delle principali questioni della teologia contemporanea.
Per diversi anni ha inoltre diretto il McGrath Institute for Church Life dell’Università di Notre Dame, istituzione impegnata nel dialogo tra ricerca teologica, formazione e vita ecclesiale.
Commentando l’assegnazione del premio, Cavadini ha ricordato di aver cercato di interpretare la propria vocazione di teologo seguendo il modello di Origene di Alessandria, che si definiva vir ecclesiasticus, cioè uomo di Chiesa. Lo studioso ha sottolineato come l’esperienza maturata a Notre Dame gli abbia consentito di coniugare la dimensione ecclesiale con quella accademica, due aspetti del suo percorso che considera profondamente legati.
Il professore statunitense è stato anche membro della Commissione Teologica Internazionale tra il 2009 e il 2013, durante il pontificato di Benedetto XVI.
A evidenziare l’ampiezza del suo lavoro è stato anche don Roberto Regoli, presidente della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Cavadini, ha spiegato, è conosciuto soprattutto per le sue ricerche sui Padri della Chiesa e su sant’Agostino, ma il suo interesse scientifico si estende fino alla teologia contemporanea. Tra i suoi ambiti di studio figurano infatti anche il pensiero di Benedetto XVI e la teologia sviluppata durante il pontificato di Francesco.
Con Cavadini salgono a 32 le personalità insignite del Premio Ratzinger dalla sua istituzione, avvenuta nel 2011. Nel corso degli anni il riconoscimento è stato attribuito a studiosi e protagonisti del mondo della cultura impegnati in discipline che spaziano dalla teologia alla Sacra Scrittura, dalla filosofia al diritto e alla sociologia, fino alla musica, all’architettura, alla scultura e alle arti.
I vincitori provengono complessivamente da 18 Paesi e rappresentano anche diverse tradizioni religiose e confessioni cristiane, a testimonianza della vocazione internazionale ed ecumenica del premio.
L’edizione 2025 aveva visto premiato il direttore d’orchestra italiano Riccardo Muti. Con il riconoscimento a Cavadini, il Premio Ratzinger torna ora negli Stati Uniti, valorizzando un percorso accademico che ha attraversato la teologia cristiana dalle sue radici antiche fino alle questioni del XXI secolo.
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