Dieci giorni lontano dal lavoro e senza stipendio. La Rai ha deciso una nuova sanzione disciplinare nei confronti di Sigfrido Ranucci, proprio mentre il giornalista attende la decisione del Tribunale del Lavoro di Roma sul ricorso con cui chiede di tornare alla guida di Report.
La sospensione è stata comunicata il 5 ottobre e arriva al termine del procedimento disciplinare avviato dall'azienda nelle scorse settimane. Alla base del provvedimento ci sono quattro contestazioni, che riguardano gli ingressi in Rai di una sua collaboratrice, una conversazione con un parlamentare del Movimento 5 Stelle, alcune email aziendali inoltrate a Valter Lavitola e le dichiarazioni su colleghi indicati per succedergli alla guida della trasmissione.
Ranucci contesta il provvedimento. E il suo avvocato Roberto De Vita ha già annunciato che la sospensione sarà impugnata.
Il caso si aggiunge così allo scontro, ormai anche giudiziario, tra il giornalista e la Rai dopo la decisione dell'azienda di rimuoverlo dalla conduzione e dal ruolo di capo autore di Report.
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La sanzione arriva dopo l'istruttoria condotta dal Comitato etico della Rai e la contestazione disciplinare notificata a Ranucci il 16 settembre.
Secondo quanto emerso, il primo punto riguarda circa cinquanta ingressi nelle sedi Rai di Laura Cianfoni, ex sindacalista della Cisl e collaboratrice del giornalista.
La seconda contestazione interessa invece il contenuto di una conversazione con il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto.
Il terzo elemento riguarda alcune email aziendali che Ranucci avrebbe inoltrato a Valter Lavitola, l'ex faccendiere finito al centro della vicenda che negli ultimi mesi ha investito il giornalista.
Infine, la Rai contesta a Ranucci la denigrazione di alcuni colleghi, in particolare Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, inizialmente indicati dall'azienda come suoi successori alla guida di Report.
Ranucci ha presentato le proprie difese nel procedimento disciplinare, contestando le accuse sia nel merito sia nel metodo.
La Rai ha però ritenuto di procedere con la sospensione.
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La risposta della difesa è arrivata immediatamente.
«Il provvedimento sarà impugnato», ha annunciato l'avvocato Roberto De Vita, sottolineando anche la coincidenza temporale tra la nuova sanzione e la decisione ormai imminente del Tribunale del Lavoro sulla rimozione del giornalista da Report.
Il legale non entra però nel merito di questa concomitanza, limitandosi a ricordare che il provvedimento è arrivato mentre il giudice sta esaminando il ricorso cautelare presentato da Ranucci.
Lo stesso giornalista ha reagito sui social senza affrontare direttamente le contestazioni, ricordando invece i prossimi appuntamenti pubblici nei quali presenterà il suo spettacolo Diario di un trapezista.
«Sempre e per sempre dalla vostra parte mi troverete», ha scritto.
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È questo il secondo fronte, e probabilmente quello più importante.
Ranucci ha presentato un ricorso d'urgenza al Tribunale del Lavoro di Roma contro la decisione con cui, alla fine di agosto, la Rai lo ha rimosso dalla conduzione e dal ruolo di capo autore di Report, programma che ha guidato per dieci anni.
L'udienza si è già svolta. La giudice Donatella Casari aveva inizialmente fissato al 30 settembre il termine per il deposito delle note delle parti e ha successivamente autorizzato ulteriori atti.
A questo punto la decisione potrebbe arrivare nelle prossime ore o comunque nel corso della settimana.
Il giornalista chiede sostanzialmente che venga sospesa la decisione della Rai e che gli venga consentito di tornare alla guida della trasmissione.
La Rai sostiene invece la legittimità della propria scelta.
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Proprio il 5 ottobre, prima che diventasse pubblica la sospensione, il direttore dell'Approfondimento Rai Paolo Corsini era intervenuto sulla possibilità di un reintegro.
Alla domanda se auspicasse il ritorno di Ranucci aveva risposto: «Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere», aggiungendo successivamente che la dirigenza ritiene di aver agito correttamente.
Una posizione particolarmente significativa perché arriva mentre Report sta preparando la nuova stagione.
Il debutto è previsto per l'8 novembre e la redazione sta già lavorando alle nuove inchieste. La Rai aveva inizialmente indicato Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi per sostituire Ranucci; secondo il Corriere, al momento sono invece al lavoro sulla conduzione Claudia Di Pasquale e Piervincenzi.
Un eventuale ordine di reintegro aprirebbe quindi un problema organizzativo immediato per l'azienda.
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La rottura tra Ranucci e la Rai è maturata durante l'estate, nel pieno delle nuove rivelazioni sui rapporti tra il giornalista e Valter Lavitola.
Ranucci ha riconosciuto di aver incontrato l'ex faccendiere ma ha respinto le ricostruzioni che gli attribuiscono interessi economici nei suoi affari. Ha inoltre annunciato iniziative legali contro quelle che considera informazioni false diffuse sul suo conto.
È importante distinguere i diversi piani.
Ranucci è parte lesa nell'inchiesta sull'attentato del 16 ottobre 2025 ai suoi danni, mentre le contestazioni disciplinari della Rai riguardano la condotta del giornalista come dipendente dell'azienda. Il procedimento davanti al giudice del lavoro riguarda invece la legittimità della sua rimozione dalla guida di Report.
Tre vicende collegate nel dibattito pubblico, ma giuridicamente differenti.
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Nel frattempo è emerso anche un confronto molto duro all'interno della stessa squadra che per anni ha realizzato il programma.
Alla fine di settembre Ranucci ha attaccato pubblicamente due figure storicamente legate a Report, Giorgio Mottola e Alberto Nerazzini, oltre all'ex consulente della trasmissione Gian Gaetano Bellavia.
Nerazzini aveva sostenuto durante il DIG Festival di Modena che Ranucci avrebbe censurato tre sue inchieste. Mottola aveva invece sollevato perplessità sul doppio ruolo di conduttore e autore ricoperto dal giornalista.
Ranucci ha replicato sui social contestando duramente quelle ricostruzioni.
Lo scontro ha reso ancora più complesso il quadro che circonda la trasmissione alla vigilia della nuova stagione.
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C'è infine un particolare tutt'altro che secondario.
Secondo quanto riferisce Il Fatto Quotidiano, non sarebbero ancora state stabilite le date nelle quali Ranucci dovrà scontare i dieci giorni di sospensione. Sarà la Rai a comunicarle successivamente.
Il provvedimento potrebbe quindi intrecciarsi con il calendario della trasmissione, anche se al momento non è possibile stabilire se ciò avverrà.
Tutto dipende inoltre dalla decisione del Tribunale del Lavoro.
Se il ricorso di Ranucci venisse respinto, resterebbe valida la decisione aziendale che lo ha escluso dalla conduzione. Se invece il giudice accogliesse la sua richiesta cautelare, la Rai dovrebbe confrontarsi con uno scenario completamente diverso mentre la nuova squadra di Report è già al lavoro.
È per questo che la sospensione di dieci giorni, presa isolatamente, racconta soltanto una parte della vicenda.
La partita decisiva si gioca adesso in tribunale: nelle prossime ore il giudice potrebbe stabilire se Sigfrido Ranucci abbia diritto a tornare alla guida del programma che ha condotto per un decennio.
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