Alle prime luci dell'alba di mercoledì 9 settembre 2026, carabinieri e polizia hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sette persone ritenute essere dietro la regia dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli, ucciso nel Parco degli Acquedotti a Roma il 17 agosto 2019.
Secondo le indagini della procura capitolina, il boss Michele Senese, storico capo dell'omonimo clan camorristico tra i più influenti di Roma, sarebbe stato il mandante "apicale" dell'assassinio del capo ultrà della Lazio. Insieme a Senese, sono finiti in carcere altri esponenti di spicco della criminalità organizzata romana, tra cui Leandro Bennato, ritenuto anch'egli il mandante. Sarebbe stato quest'ultimo a organizzare l'omicidio e a deliberare l'eliminazione di "Diabolik", considerato un concorrente scomodo perché "troppo autonomo" nel mercato della cocaina e perché accusato di non corrispondere la quota dovuta sui profitti delle sue attività illecite.
Bennato in persona avrebbe pianificato la logistica sul luogo, effettuando sopralluoghi preliminari e, il giorno del delitto, avrebbe fornito supporto diretto scortando il killer Raul Esteban Calderon a bordo di uno scooter rubato. A fissare l'appuntamento "mortale" con Piscitelli presso la panchina del parco romano sarebbe stato il noto broker di cocaina Alessandro Capriotti.
Secondo quanto scrive il gip di Roma, l'omicidio di Piscitelli è "un'azione con il metodo mafioso finalizzata ad agevolare il clan Senese, egemone nell'area in cui il delitto è stato consumato". I reati contestati ai sette arrestati sono omicidio aggravato con metodo mafioso, estorsione con armi da guerra, tentato omicidio e associazione finalizzata al narcotraffico.
L'omicidio sarebbe il risultato di accordo criminoso tra diverse compagini delinquenziali operanti a Roma, con l'obiettivo di tutelare i rispettivi interessi nel mercato degli stupefacenti. Una rete ben rodata in cui erano coinvolti, secondo la procura, "soggetti di elevatissima caratura criminale" che hanno contribuito a creare un clima di totale silenzio e omertà nei mesi successivi all'omicidio.
Nell'atto giudiziario di quasi 800 pagine che oggi ha portato all'arresto dei mandanti dell'omicidio di Piscitelli, emergono anche i rapporti "imprenditoriali nel campo della ristorazione" tra i Senese e i Caroccia. Tra questi ultimi, anche Mauro Caroccia, finito negli ultimi mesi al centro del caso politico-giudiziario che ha coinvolto l'ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, per il ristorante "Bisteccheria d'Italia" fondato con la figlia dello stesso Caroccia. In una intercettazione che risale al 18 marzo del 2017 Senese jr riferiva a Daniele Caroccia "la propria disponibilità ad avviare un comune rapporto societario, precisando che nell'investimento non avrebbe dovuto inserirsi Piscitelli Fabrizio definito 'Lazialotto' perché, in caso contrario, non avrebbe partecipato all'iniziativa imprenditoriale".
Questa nuova inchiesta ricostruisce relazioni, dissidi e conflitti nei rapporti tra i Senese e "Diabolik", chiusi con la sua eliminazione quando oramai aveva rotto i rapporti e si era allontanato dalla famiglia. D'altronde, come sarebbe emerso in una intercettazione sulla situazione criminale nella Capitale, uno degli indagati avvertiva: "Ricordate che a Roma la gente con i soldi rimane sulle panchine".
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