Treni cancellati e penali limitate: Torino Post accende i riflettori sul sistema ferroviario piemontese

di

Carlo Longo

Al centro dell'analisi il rapporto tra affidamenti di lunga durata, responsabilità condivise e tutela dei pendolari

Treni cancellati e penali limitate: Torino Post accende i riflettori sul sistema ferroviario piemontese

Perché i treni regionali in Piemonte continuano a registrare ritardi, cancellazioni e disservizi senza che il sistema sembri in grado di invertire la rotta? È la domanda da cui prende le mosse un'inchiesta pubblicata da Torino Post a firma di Liborio La Mattina, che analizza il funzionamento dei contratti di servizio tra la Regione Piemonte, l'Agenzia della Mobilità Piemontese e Trenitalia.

Secondo la ricostruzione del quotidiano, il nodo non riguarda soltanto la qualità del servizio offerto ai pendolari, ma anche la struttura degli affidamenti e il meccanismo delle sanzioni previste in caso di disservizi. Negli ultimi anni il trasporto ferroviario regionale è stato affidato a Trenitalia attraverso contratti di lunga durata: quindici anni per il Servizio ferroviario metropolitano torinese e dieci anni per il Servizio ferroviario regionale, per un valore complessivo superiore a 1,3 miliardi di euro.

Come evidenzia Torino Post, tali affidamenti erano stati giustificati dalla necessità di consentire al gestore di ammortizzare gli investimenti destinati al rinnovo della flotta e al miglioramento del servizio. Tuttavia, secondo l'analisi, il sistema sanzionatorio previsto dai contratti risulterebbe poco incisivo rispetto all'entità degli investimenti pubblici.

L'inchiesta sottolinea che, in caso di soppressione di una corsa imputabile al gestore, le penali vengono calcolate sulla base dei chilometri non percorsi e sono soggette a limiti massimi annuali. Inoltre, molte criticità possono ricadere nella competenza di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), generando una ripartizione delle responsabilità che, secondo il quotidiano, rende più complesso individuare i soggetti chiamati a rispondere dei disservizi.

Il lavoro richiama anche le contestazioni avanzate negli ultimi anni da diverse associazioni dei consumatori, che hanno criticato alcuni aspetti dei contratti, tra cui il livello delle penali, gli aumenti tariffari e le garanzie offerte agli utenti in termini di qualità del servizio.

Nelle conclusioni, Torino Post sposta l'attenzione dal piano tecnico a quello politico, interrogandosi sulle scelte che hanno portato alla definizione degli attuali contratti di servizio e chiedendo se il sistema di controlli e sanzioni sia realmente adeguato a garantire un servizio ferroviario efficiente per i pendolari piemontesi.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News