Il procuratore generale dell’Ucraina, Ruslan Kravchenko, ha rassegnato le dimissioni in seguito a un vasto scandalo di corruzione che coinvolge un alto funzionario del suo ufficio. Kravchenko, che al momento non risulta accusato nell’inchiesta, ha deciso di lasciare l’incarico dopo che durante il fine settimana gli uffici della procura erano stati sottoposti a perquisizione.
Inizialmente il procuratore generale aveva escluso l’ipotesi delle dimissioni. Successivamente ha cambiato posizione, spiegando di voler impedire che la carica da lui ricoperta possa essere utilizzata come strumento nelle dispute politiche del Paese.
Il caso è emerso dopo che, sabato, le due principali agenzie anticorruzione ucraine hanno annunciato di aver individuato una presunta organizzazione criminale che sarebbe stata guidata da un alto funzionario della procura generale.
Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe ricevuto tangenti in cambio della protezione garantita ad alcuni call center ucraini nei quali sarebbero state organizzate truffe telefoniche. L’organizzazione è inoltre sospettata di aver riciclato il denaro proveniente dai pagamenti illeciti.
Le autorità hanno finora identificato cinque persone nell'ambito dell'indagine. Tra queste figura Serhii Kropyva, vicecapo del dipartimento per la cooperazione internazionale della procura generale, che è stato arrestato.
Kravchenko ricopriva l’incarico di procuratore generale dal 21 giugno 2025. Pur non essendo direttamente accusato, lo scandalo che ha investito il suo ufficio ha quindi determinato la conclusione anticipata del suo mandato.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di indagini sulla corruzione che negli ultimi mesi hanno interessato anche altri esponenti di primo piano delle istituzioni ucraine. Ad agosto il presidente Volodymyr Zelensky aveva licenziato Iryna Mudra, vicecapo dell’ufficio presidenziale, coinvolta a sua volta in un’indagine per corruzione.
Il nuovo caso riporta così al centro dell’attenzione il funzionamento delle istituzioni e degli organismi giudiziari ucraini, mentre le agenzie anticorruzione proseguono le indagini per ricostruire l’attività della presunta organizzazione e accertare eventuali ulteriori responsabilità.
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