Civita di Bagnoregio e Bolsena saranno insieme Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028. Un riconoscimento che premia un progetto ambizioso: portare l’arte fuori dai musei e farla entrare nella vita quotidiana, trasformando la Tuscia in un museo a cielo aperto. La proposta, intitolata "Arte che viene, arte che va", è stata scelta all’unanimità dalla giuria, superando le altre finaliste Capri, Padova e Pozzuoli.
Il programma prevede un investimento complessivo di 2,43 milioni di euro, con un contributo di un milione destinato alla realizzazione delle iniziative culturali. L’obiettivo è creare un patrimonio destinato a durare nel tempo, capace di mettere in dialogo arte contemporanea, paesaggio e identità locale, coinvolgendo cittadini, istituzioni, imprese e soprattutto giovani.
Il progetto prevede almeno 35 opere permanenti, alcune firmate da artisti di fama internazionale come Carsten Höller, Eva Jospin, Chiara Camoni e Nico Vascellari. Le installazioni saranno distribuite lungo un percorso che unirà Civita di Bagnoregio e Bolsena, attraversando il paesaggio e gli spazi pubblici dei due comuni. A completare il programma ci saranno interventi di riqualificazione di quattro spazi e iniziative dedicate alla valorizzazione dei percorsi naturalistici e culturali.
Tra questi spicca la Tuscia Route 01, un itinerario ciclopedonale di 15 chilometri che collegherà il porto di Bolsena al ponte di Civita, passando per il bosco di Turona e raccordandosi alla Via Francigena. Un percorso pensato per unire arte, natura e turismo, offrendo un nuovo modo di scoprire il territorio.
Un ruolo centrale sarà riservato anche alla formazione. Con Baleno, un bus-laboratorio elettrico progettato da Tobias Rehberger insieme alla Fondazione Reggio Children, le attività artistiche ed educative raggiungeranno direttamente le scuole e le comunità. Il programma punta a coinvolgere circa 10mila studenti, insegnanti e giovani attraverso laboratori e percorsi formativi, con l’intento di avvicinare le nuove generazioni all’arte contemporanea e renderle parte attiva del progetto.
Per il sindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte, il riconoscimento rappresenta un’occasione concreta per creare nuove opportunità e permettere ai giovani di costruire il proprio futuro nella Tuscia, contrastando lo spopolamento dei piccoli centri. Anche il sindaco di Civita di Bagnoregio, Luca Profili, ha espresso grande soddisfazione, definendo il titolo un dono per l’intero territorio. Una vittoria che, secondo i due amministratori, dimostra come anche i piccoli borghi possano essere protagonisti delle grandi politiche culturali nazionali.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha richiamato l’importanza della funzione sociale della cultura e del coinvolgimento delle giovani generazioni. La candidatura può contare sul sostegno di un comitato scientifico e di una rete di realtà culturali e accademiche, tra cui il Fai, le associazioni Civita e Arte continua e le Università della Tuscia e del Molise.
La sfida, adesso, sarà trasformare il riconoscimento in un’eredità concreta: opere che restino nel paesaggio, spazi restituiti alla comunità e nuove opportunità per chi vive nella Tuscia. L’ambizione è fare dell’arte contemporanea non un evento limitato al 2028, ma una risorsa capace di accompagnare nel tempo la crescita e la valorizzazione dei due borghi.
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