Dalle pagine di un romanzo alla macchina da presa, fino al palcoscenico di un teatro d'opera. Romanzo criminale continua a cambiare forma, conservando intatta la capacità di raccontare uno dei capitoli più oscuri della storia italiana. Questa volta a confrontarsi con l'universo narrativo creato da Giancarlo De Cataldo è Nicola Piovani, che ha composto una nuova opera lirica ispirata alle vicende della Banda della Magliana.
Il debutto è fissato per venerdì 23 ottobre 2026 al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Un appuntamento che segna l'incontro tra tre protagonisti della cultura italiana: Piovani, autore delle musiche e direttore d'orchestra, De Cataldo, che firma personalmente il libretto, e Massimo Popolizio, al quale è affidata la regia.
Ma la novità non riguarda soltanto il teatro. La prima assoluta sarà trasmessa da Rai Cultura su Rai 3 alle 21.20, la sera stessa del debutto, consentendo al pubblico televisivo di assistere alla nascita di una nuova produzione operistica contemporanea.
Una scelta significativa per un genere spesso percepito come distante dalla quotidianità, che questa volta incontra una storia già entrata nell'immaginario collettivo attraverso la letteratura, il cinema e la televisione.
Dal romanzo di De Cataldo all'opera: una storia che continua a cambiare volto
Pubblicato nel 2002, Romanzo criminale ha raccontato l'ascesa e la disgregazione di un'organizzazione criminale ispirata alla Banda della Magliana, intrecciando le vicende dei suoi protagonisti con la storia politica e sociale dell'Italia tra gli anni Settanta e Ottanta.
Il libro ha superato rapidamente i confini del genere poliziesco, diventando un fenomeno culturale. Nel 2005 Michele Placido ne ha diretto l'adattamento cinematografico, mentre nel 2008 è arrivata la serie televisiva diretta da Stefano Sollima, capace di conquistare una nuova generazione di spettatori.
Ora la storia affronta una trasformazione ancora più radicale.
Nell'opera lirica, infatti, il racconto non può affidarsi soltanto ai dialoghi o alle immagini. Sono la musica, le voci e l'orchestra a dover restituire le ambizioni, le rivalità, la violenza e le contraddizioni dei personaggi.
Il passaggio dal romanzo al melodramma apre così nuove possibilità narrative. Le vicende criminali diventano materia per una riflessione sul potere, sull'avidità e sulle conseguenze delle scelte individuali, temi che appartengono da sempre alla tradizione operistica.
Nicola Piovani e la sfida di trasformare il noir in musica
Per Nicola Piovani, premio Oscar nel 1999 per la colonna sonora de La vita è bella di Roberto Benigni, Romanzo criminale rappresenta una nuova tappa del suo percorso nel teatro musicale.
Il compositore romano, conosciuto dal grande pubblico soprattutto per il lavoro nel cinema, ha attraversato nel corso della carriera linguaggi differenti, dalla musica per il teatro alle composizioni sinfoniche, fino all'opera lirica.
Quella tratta dal romanzo di De Cataldo è la sua terza opera.
La sfida consiste nel dare una dimensione musicale a una storia popolata da personaggi moralmente ambigui, attraversata da passioni, tradimenti e rapporti di forza.
Un materiale narrativo che può sembrare lontano dall'opera tradizionale, ma che ne condivide alcuni elementi fondamentali: il conflitto tra desiderio e destino, la ricerca del potere, l'amore e la morte.
Piovani ha accolto il progetto sottolineando il fascino esercitato su di lui dal teatro musicale e la difficoltà di confrontarsi con una storia già conosciuta e amata dal pubblico.
L'obiettivo non è riprodurre semplicemente le atmosfere del film o della serie televisiva, ma costruire un'identità espressiva autonoma, capace di utilizzare le possibilità offerte dal canto e dall'orchestra.
De Cataldo firma il libretto, Massimo Popolizio cura la regia
Uno degli elementi più interessanti del progetto è la partecipazione diretta di Giancarlo De Cataldo alla scrittura del libretto.
L'autore torna così sui personaggi che hanno segnato una parte importante della sua carriera, confrontandosi con una forma narrativa profondamente diversa da quella letteraria.
Scrivere per l'opera significa selezionare gli episodi, concentrare i conflitti e affidare alla musica una parte essenziale del racconto.
De Cataldo, da sempre appassionato di lirica, ha descritto il progetto come la realizzazione di un desiderio personale, nato dalla possibilità di vedere la propria storia reinterpretata attraverso un linguaggio che considera particolarmente affascinante.
La regia è affidata a Massimo Popolizio, attore e regista tra i più apprezzati della scena italiana, chiamato a tradurre l'universo di Romanzo criminale in una dimensione teatrale nella quale musica e azione scenica devono procedere insieme.
La sua presenza rafforza il carattere di una produzione che punta a far dialogare tradizione operistica e drammaturgia contemporanea.
Il cast e l'allestimento al Maggio Musicale Fiorentino
Sul palcoscenico del Maggio Musicale Fiorentino prenderanno vita alcuni dei personaggi più riconoscibili della storia.
Vanessa Goikoetxea interpreterà Patrizia, Anthony Ciaramitaro sarà Dandi, Matteo Desole vestirà i panni di Scialoja, mentre Toni Nežić interpreterà Terribile.
Carlo Raffaelli sarà il Libanese, William Hernandez darà voce a Bufalo e Alberto Petracca interpreterà Freddo.
Completano il cast Valentina Pernozzoli, Davide Zaccherini e Ilaria Monteverdi.
L'allestimento vede le scene di Margherita Palli, i costumi di Silvia Aymonino, le luci di Pasquale Mari e le coreografie di Michele Abbondanza. Le immagini sono curate da Jacopo Stoppa.
A eseguire la partitura saranno l'Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino, con Lorenzo Fratini alla direzione del coro.
La presenza di Piovani sul podio aggiunge un ulteriore elemento di interesse: sarà lo stesso compositore a guidare l'esecuzione della propria opera, accompagnandone il debutto davanti al pubblico.
La prima assoluta su Rai 3: l'opera lirica incontra il grande pubblico
La decisione di trasmettere Romanzo criminale in prima serata televisiva rappresenta uno degli aspetti più rilevanti dell'iniziativa.
Venerdì 23 ottobre, alle 21.20, Rai 3 proporrà lo spettacolo con una minima differita rispetto alla rappresentazione dal vivo.
La regia televisiva sarà affidata a Claudia De Toma.
L'opera verrà inoltre riproposta domenica 1° novembre alle 8 su Rai 5.
Per il direttore di Rai Cultura, Fabrizio Zappi, la scelta rientra nella volontà di rendere accessibili a un pubblico più ampio le grandi produzioni teatrali e musicali, dando particolare visibilità alle nuove creazioni.
Anche Carlo Fuortes, sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, ha sottolineato l'importanza di portare un'opera contemporanea nelle case degli italiani.
La trasmissione televisiva permette infatti di superare almeno in parte le barriere geografiche ed economiche che possono limitare l'accesso agli spettacoli dal vivo.
Ma soprattutto rappresenta una scommessa sulla capacità dell'opera lirica di confrontarsi con il presente, senza rinunciare alla complessità del proprio linguaggio.
Dal Maggio Fiorentino a Roma: il progetto arriverà all'Auditorium nel 2027
La produzione nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e la Fondazione Musica per Roma.
Dopo il debutto fiorentino, Romanzo criminale arriverà nel 2027 all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma.
Un passaggio particolarmente significativo, considerando il legame della vicenda con la Capitale.
È proprio nella Roma degli anni Settanta e Ottanta che si sviluppa la storia raccontata da De Cataldo, tra periferie, ambienti criminali, istituzioni e luoghi simbolici della città.
Il ritorno dell'opera a Roma rappresenterà dunque anche un incontro tra il racconto e il territorio che lo ha ispirato.
Al Maggio Musicale Fiorentino, intanto, sono previste quattro rappresentazioni: il 23, 25, 28 e 31 ottobre.
L'iniziativa conferma la volontà delle due fondazioni di investire in produzioni originali, capaci di mettere in relazione il patrimonio culturale italiano con nuove forme di espressione artistica.
Perché Romanzo criminale può parlare anche al pubblico dell'opera
La scelta di trasformare Romanzo criminale in un'opera lirica non è soltanto un esperimento di contaminazione tra generi.
La storia ideata da De Cataldo presenta caratteristiche che appartengono da secoli al melodramma: personaggi dominati dalle passioni, rapporti di potere instabili, ambizioni che si trasformano in ossessioni e destini segnati dalla violenza.
Nelle opere di Verdi, Puccini e di molti altri compositori, il conflitto tra sentimenti individuali e forze sociali costituisce spesso il motore della narrazione.
Anche i protagonisti di Romanzo criminale si muovono all'interno di una rete di desideri e contraddizioni che finisce per determinarne le scelte.
La differenza è nel contesto. Al posto di corti, palazzi e vicende storiche lontane, questa volta ci sono la criminalità organizzata, la Roma contemporanea e le zone d'ombra della storia repubblicana.
La musica può offrire una nuova prospettiva su questi personaggi, mettendone in evidenza la fragilità senza necessariamente attenuarne le responsabilità.
È proprio qui che si misura la sfida artistica di Piovani, De Cataldo e Popolizio: trasformare una vicenda già raccontata attraverso immagini e parole in un'esperienza teatrale autonoma.
Un nuovo capitolo per una storia entrata nell'immaginario italiano
A oltre vent'anni dalla pubblicazione del romanzo, Romanzo criminale continua dunque a trovare nuovi linguaggi.
La sua forza narrativa risiede anche nella capacità di attraversare epoche e mezzi espressivi differenti, mantenendo vivo l'interesse per una stagione complessa della storia italiana.
La nuova opera di Nicola Piovani non si propone come una semplice trasposizione musicale del libro, ma come una rilettura che affida al canto e all'orchestra il compito di restituire tensioni, passioni e conflitti.
Il debutto del 23 ottobre al Maggio Musicale Fiorentino, accompagnato dalla trasmissione su Rai 3, offrirà al pubblico l'occasione di scoprire un volto inedito di una storia già conosciuta.
Dal romanzo alla televisione, dal cinema al teatro lirico, Romanzo criminale continua così il proprio percorso. Questa volta, però, saranno le voci dei cantanti e la musica di Piovani a raccontare l'ascesa e la caduta dei suoi protagonisti.
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