I romanzi di Sally Rooney non saranno più venduti nel Regno Unito. Una decisione clamorosa che coinvolge una delle scrittrici contemporanee più conosciute a livello internazionale e che riaccende il dibattito sul rapporto tra libertà di espressione, attivismo politico e legislazione antiterrorismo britannica.
Ad annunciare lo stop, mercoledì 14 ottobre, è stata la casa editrice Faber, che ha comunicato di aver concordato con l'autrice la sospensione della distribuzione delle sue opere sul territorio britannico, in qualsiasi formato.
Alla base della scelta non ci sono ragioni editoriali o commerciali, ma un problema di natura legale legato al sostegno finanziario dichiarato dalla scrittrice a Palestine Action, movimento filopalestinese che il governo britannico ha messo al bando in base alla normativa antiterrorismo.
Secondo quanto spiegato dall'editore, nelle attuali circostanze non sarebbe possibile versare legalmente a Rooney i compensi derivanti dalla vendita dei suoi libri. Da qui la decisione di interromperne la commercializzazione nel Regno Unito.
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Sally Rooney, 35 anni, autrice di bestseller internazionali come Persone normali, Parlarne tra amici, Dove sei, mondo bello e Intermezzo, non ha mai nascosto le proprie posizioni sulla questione palestinese. Il suo impegno si è intensificato negli ultimi anni, soprattutto dopo l'inizio della guerra nella Striscia di Gaza. Nel giugno 2025 la scrittrice aveva pubblicato un intervento sul Guardian nel quale esprimeva ammirazione per Palestine Action, criticando la decisione del governo britannico di procedere contro l'organizzazione attraverso le leggi antiterrorismo.
La controversia era esplosa dopo un'azione dimostrativa compiuta da alcuni attivisti nella base militare della Royal Air Force di Brize Norton, dove due velivoli erano stati imbrattati con vernice rossa per protestare contro il sostegno politico e militare britannico a Israele.
Nell'agosto dello stesso anno Rooney aveva ulteriormente chiarito la propria posizione, annunciando sull'Irish Times l'intenzione di destinare al movimento parte dei guadagni ottenuti attraverso i suoi romanzi e gli adattamenti televisivi realizzati dalla BBC.
Una scelta che l'ha esposta a possibili conseguenze giudiziarie nel Regno Unito, dove la legislazione antiterrorismo prevede sanzioni penali per determinate forme di finanziamento e sostegno a organizzazioni proscritte.
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La scrittrice irlandese ha confermato di non voler rinunciare alle proprie convinzioni nonostante le ripercussioni sulla distribuzione delle sue opere. In una dichiarazione diffusa dopo l'annuncio di Faber, Rooney ha ribadito il sostegno a Palestine Action, affermando di essere pronta ad «accettare le conseguenze» delle proprie scelte.
La vicenda aveva già avuto effetti concreti sulla sua attività pubblica. Negli ultimi mesi l'autrice aveva evitato di partecipare a festival letterari e presentazioni nel Regno Unito, temendo possibili provvedimenti nei suoi confronti.
La sospensione delle vendite rappresenta ora un ulteriore sviluppo della controversia, con conseguenze dirette anche per i lettori britannici, che non potranno più acquistare attraverso i normali canali distributivi i suoi romanzi pubblicati da Faber.
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Il rapporto tra Rooney, il mondo dell'editoria e il conflitto israelo-palestinese era già stato al centro dell'attenzione internazionale. Nel 2021, in occasione della pubblicazione di Dove sei, mondo bello, l'autrice aveva scelto di non concedere i diritti di traduzione a case editrici israeliane nell'ambito del sostegno al movimento Boycott, Divestment, Sanctions (BDS), che promuove iniziative di boicottaggio contro Israele.
Una posizione confermata anche con Intermezzo, pubblicato nel 2024. Durante un evento promozionale a Londra, Rooney aveva condannato duramente le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, definendole un «genocidio».
La sua posizione non ha tuttavia comportato un rifiuto indiscriminato di ogni collaborazione con il mondo culturale israeliano. Nel maggio 2026 la scrittrice ha infatti annunciato la pubblicazione della traduzione ebraica di Intermezzo attraverso November Books, una casa editrice indipendente israeliana impegnata nella difesa dei diritti dei palestinesi.
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