Il consenso di Donald Trump scende ai minimi e la Casa Bianca deve fare i conti con un quadro politico sempre più difficile in vista delle elezioni di metà mandato. Secondo l'ultimo sondaggio Reuters/Ipsos, soltanto il 33% degli americani approva l'operato del presidente, mentre il 64% lo disapprova. Il dato resta fermo sul livello più basso registrato nella sua seconda presidenza.
Il risultato conferma una tendenza negativa per Trump, il cui consenso era al 35% all'inizio del mese. Il nuovo dato rappresenta anche uno dei livelli più bassi dell'intera esperienza presidenziale del tycoon.
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Tra i principali fattori che sembrano incidere sull'opinione pubblica c'è la guerra con l'Iran. Il conflitto continua a dividere gli americani e il sostegno all'intervento militare statunitense è sceso ulteriormente.
Secondo il sondaggio Reuters/Ipsos, soltanto il 31% degli intervistati sostiene l'azione militare americana contro l'Iran, mentre il 62% è contrario. Anche all'interno del Partito repubblicano emergono segnali di raffreddamento: il sostegno all'operazione è sceso dal 77% al 69%.
Ancora più significativo è il giudizio sulla durata del conflitto: l'83% degli americani ritiene che la guerra sarà lunga, mentre soltanto una minoranza pensa che possa concludersi in tempi brevi.
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La guerra sta inoltre producendo conseguenze dirette sull'economia americana. Le tensioni sulle forniture energetiche e sul commercio internazionale del petrolio hanno contribuito all'aumento del prezzo della benzina, mettendo sotto pressione i bilanci delle famiglie.
È un elemento particolarmente delicato per Trump, che ha costruito parte della propria comunicazione politica proprio sulla promessa di ridurre l'inflazione e il costo della vita.
L'aumento dei carburanti rischia quindi di trasformarsi in un problema politico oltre che economico, soprattutto in vista delle elezioni di metà mandato.
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Il calo del consenso riguarda anche la gestione dell'economia. I democratici stanno guadagnando terreno nel giudizio degli elettori su questo tema: secondo la rilevazione Reuters/Ipsos, il 38% degli americani considera i Democratici più affidabili nella gestione dell'economia, contro il 35% che indica i Repubblicani.
Si tratta di un dato politicamente rilevante perché l'economia è stata tradizionalmente uno degli argomenti sui quali Trump ha cercato di costruire la propria forza elettorale.
Inflazione, carburanti e percezione del costo della vita stanno quindi diventando elementi sempre più importanti nella valutazione dell'operato presidenziale.
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Il problema per Trump non riguarda soltanto il confronto con i Democratici. A preoccupare la Casa Bianca è soprattutto il possibile allontanamento di una parte degli elettori indipendenti, decisivi negli equilibri elettorali americani.
Il calo del sostegno alla guerra e le difficoltà economiche rischiano infatti di rendere più complicata la strategia repubblicana in vista del voto di metà mandato.
Il quadro è particolarmente delicato perché il Partito repubblicano deve difendere le proprie maggioranze al Congresso e il risultato delle elezioni potrebbe modificare profondamente i rapporti di forza a Washington. Reuters segnala proprio il rischio che l'insoddisfazione verso Trump finisca per riflettersi sui candidati repubblicani.
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Il quadro, tuttavia, non è quello di un crollo generalizzato del consenso all'interno del Partito repubblicano. Trump conserva una posizione molto forte tra i suoi sostenitori, anche se alcune questioni, soprattutto la guerra, mostrano segnali di maggiore divisione.
È proprio questa la sfida per il presidente: mantenere compatta la propria base e contemporaneamente recuperare gli elettori moderati e indipendenti che possono determinare l'esito delle elezioni.
La convention repubblicana in programma a Dallas è stata pensata anche in questa prospettiva: rilanciare l'agenda di Trump, ricompattare il partito e preparare la campagna per le elezioni di novembre.
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Il dato del 33% di approvazione rappresenta quindi un campanello d'allarme per il presidente americano. Non significa automaticamente una sconfitta elettorale per Trump o per il Partito repubblicano, ma indica che la Casa Bianca sta attraversando una fase di forte difficoltà sul piano dell'opinione pubblica.
La guerra con l'Iran, l'aumento dei prezzi energetici e le preoccupazioni sull'economia stanno mettendo alla prova il consenso costruito dal presidente.
E con le elezioni di metà mandato sempre più vicine, la capacità di Trump di invertire la tendenza nei sondaggi potrebbe diventare decisiva per il futuro politico della sua amministrazione e per gli equilibri del Congresso.
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