Il tredicesimo pacchetto di aiuti militari italiani all'Ucraina non è ancora arrivato all'esame del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. A riferirlo sono fonti dello stesso organismo, mentre dal Governo fanno sapere che il passaggio potrebbe avvenire a settembre.
Il ritardo riguarda un provvedimento il cui contenuto, come per i precedenti pacchetti, è secretato. Il Copasir è chiamato a esaminare il decreto interministeriale prima della sua attuazione, nell'ambito delle procedure previste per gli aiuti militari italiani a Kiev.
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Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato che il nuovo provvedimento seguirà la procedura già utilizzata per gli altri invii, ma ha precisato che il passaggio al Copasir avverrà quando sarà possibile programmare un pacchetto di aiuti effettivamente definito.
La formula utilizzata dal ministro è quella di un pacchetto di aiuti «reali e non formali». Il Governo, dunque, non sembra intenzionato ad accelerare la trasmissione del decreto finché non saranno definite con precisione le forniture da inserire.
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Il nuovo invio era stato preparato da tempo. Secondo quanto ricostruito da Repubblica, già nella seconda metà di luglio il ministero della Difesa aveva informato informalmente il Copasir che il tredicesimo pacchetto era pronto e che Crosetto avrebbe dovuto presentarlo ai componenti del Comitato. Era stata ipotizzata anche una riunione all'inizio di agosto, poi saltata.
Nel frattempo, il Governo ha mantenuto una comunicazione pubblica concentrata soprattutto sul sostegno civile all'Ucraina, in particolare sulla necessità di fornire generatori e altre attrezzature per fronteggiare gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche.
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I contenuti del nuovo pacchetto non sono ufficialmente divulgati proprio perché il decreto è secretato. Tuttavia, nelle ultime settimane sono circolate indiscrezioni sulla possibile presenza di sistemi di difesa aerea SAMP/T, missili Aster e radar, oltre a materiali destinati alle infrastrutture civili.
Il possibile ritorno dei SAMP/T avrebbe un peso particolare perché si tratta di uno dei principali sistemi europei per la difesa contro missili e minacce aeree. Il nodo riguarda anche la disponibilità dei relativi intercettori.
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Il rinvio del pacchetto arriva mentre il tema degli aiuti militari a Kiev continua a creare tensioni all'interno della maggioranza.
La Lega ha espresso più volte perplessità sull'opportunità di nuovi invii di armi, mentre il ministro Crosetto e la premier Giorgia Meloni hanno ribadito la necessità di continuare a sostenere l'Ucraina.
La questione si intreccia inoltre con la partecipazione italiana al programma europeo Safe, attraverso il quale Roma dovrebbe utilizzare prestiti europei per finanziare programmi di approvvigionamento nel settore della difesa. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha indicato una quota italiana di 8,9 miliardi di euro, inferiore ai 14,9 miliardi inizialmente ipotizzati.
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Il rinvio italiano si colloca in un momento nel quale l'Unione europea ha invece rafforzato il proprio sostegno militare all'Ucraina.
La Commissione europea ha approvato un nuovo pacchetto da 6,1 miliardi di euro destinato all'acquisto di sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar.
Bruxelles ha così confermato l'intenzione di mantenere il sostegno a Kiev mentre la Russia continua a intensificare gli attacchi.
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Per l'Italia, il prossimo passaggio sarà dunque il tredicesimo pacchetto. Il decreto dovrà essere trasmesso al Copasir e successivamente seguire l'iter previsto per gli aiuti militari.
Al momento, quindi, non c'è ancora il via libera definitivo al nuovo invio. Il Governo punta a definire nelle prossime settimane il contenuto del provvedimento, mentre il confronto politico sulla natura e sulla quantità degli aiuti destinati a Kiev è destinato a riaccendersi con la ripresa dell'attività parlamentare.
La partita, soprattutto per quanto riguarda le forniture militari più sensibili, resta quindi aperta.
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