Jeffrey Archer è morto a 86 anni, dopo una vita che avrebbe potuto fornire materiale a molti dei suoi romanzi. Scrittore di bestseller, esponente del Partito conservatore, pari del Regno e, infine, uomo condannato per spergiuro: la sua parabola è stata fatta di ambizione, denaro, scandali, cadute e clamorose risalite.
Aveva talento, ricchezza, energia e un notevole carisma personale. Più volte riuscì a ricostruire una carriera apparentemente compromessa. Ma la sua storia pubblica rimane segnata anche da una costante difficoltà a separare la realtà dalla versione dei fatti che gli conveniva raccontare. Le sue cadute, almeno quelle giudiziarie, non furono provocate da avversari politici o concorrenti letterari: furono in larga misura il
Jeffrey Howard Archer era nato a Londra il 15 aprile 1940 ed era cresciuto a Weston-super-Mare. Per tutta la vita raccontò del padre William, quarant'anni più anziano della madre, come di un eroe decorato della Prima guerra mondiale. La biografia non autorizzata di Michael Crick avrebbe però ricostruito una storia molto diversa:
A scuola il futuro scrittore non si distinse particolarmente; a Dover College si presentava come «Jeffrey Archer, BSc», lasciando intendere un titolo universitario americano che non aveva conseguito. Negli Stati Uniti aveva in realtà frequentato un club di culturismo.
Arrivò comunque a Oxford come studente adulto, ottenendo anche un Blue nell'atletica. Fu in quegli ambienti che cominciò a costruire la rete di relazioni che avrebbe alimentato la sua futura carriera tra politica, finanza e stampa. Sposò Mary Weeden, studentessa di chimica. «Per me fu amore a prima vista».
Dopo l'esperienza nel consiglio comunale londinese, nel 1969 conquistò il seggio conservatore di Louth con una maggioranza risicata, nonostante le perplessità della dirigenza del partito e le prime accuse sull'uso improprio di fondi destinati alla beneficenza.
La politica, però, durò poco. Nel 1974 un investimento in una società canadese si rivelò disastroso e Archer finì sull'orlo della bancarotta, abbandonando il Parlamento. Fu il momento in cui iniziò la sua seconda vita : quella dello scrittore.
Nel 1976 pubblicò Not a Penny More, Not a Penny Less, romanzo che trasformava in materia narrativa anche la sua esperienza finanziaria. Il successo arrivò, ma fu soprattutto Kane and Abel, nel 1979, a trasformarlo in una star internazionale. La storia di due uomini nati lo stesso giorno e destinati a incrociarsi per tutta la vita lo consacrò tra gli autori più letti e meglio pagati della Gran Bretagna.
Con First Among Equals, nel 1984, consolidò ulteriormente la sua fama. Il denaro dei bestseller gli permise di acquistare l'Old Vicarage di Grantchester, già abitazione del poeta Rupert Brooke, e un lussuoso appartamento a Londra, teatro di feste memorabili. Archer sembrava aver trasformato il fallimento in un trampolino. Ma il passato era pronto a tornare. Nel 1985 Margaret Thatcher lo nominò vicepresidente del Partito conservatore, affidandogli soprattutto la raccolta fondi. L'incarico durò appena un anno.
Nel 1986 il News of the World pubblicò la fotografia di un amico di Archer mentre consegnava 2.000 sterline a Monica Coghlan, una sex worker. Il Daily Star insinuò che Archer avesse pagato per un rapporto sessuale. Lui reagì portando il giornale in tribunale e, nel 1987, vinse la causa per diffamazione, ottenendo 500 mila sterline di risarcimento.
La sua difesa si fondò anche sulla testimonianza della moglie Mary, che contribuì a convincere il giudice della sua versione dei fatti. Nel 1992 John Major lo fece entrare alla Camera dei lord, anche in considerazione del suo impegno nella beneficenza a favore dei curdi perseguitati dal regime di Saddam Hussein. Nel 1999, con il sostegno del leader conservatore William Hague, Archer fu scelto come candidato del partito alla carica di sindaco di Londra. Fu allora che il castello cominciò a crollare.. Nel 2000 il News of the World pubblicò le dichiarazioni di Ted Francis, un ex amico, secondo cui Archer aveva mentito sotto giuramento durante il processo per diffamazione del 1987. La candidatura a sindaco saltò. «È la fine della politica per Jeffrey Archer», dichiarò Hague. Questa volta non ci sarebbe stata una causa per risarcire il
La critica non gli ha mai riservato lo stesso entusiasmo del pubblico. Il suo stile, l'umorismo e la profondità psicologica dei personaggi sono stati spesso considerati secondari rispetto alla sua straordinaria capacità di costruire trame avvincenti.
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