La Serbia tornerà alle urne prima del previsto. Il presidente Aleksandar Vucic ha disposto lo scioglimento dell'Assemblea nazionale e convocato le elezioni politiche anticipate per il prossimo 25 ottobre, trasformando in una sfida elettorale il lungo confronto che da mesi contrappone il potere politico al movimento di protesta guidato dagli studenti.
L'annuncio è arrivato il 9 settembre durante un intervento televisivo nel quale Vucic ha confermato di aver firmato i decreti necessari. Il passaggio istituzionale era stato preparato dalla richiesta presentata dal governo del premier Djuro Macut, che aveva formalmente proposto la conclusione anticipata della legislatura.
Le elezioni parlamentari avrebbero dovuto tenersi soltanto nel dicembre 2027. La decisione modifica quindi profondamente il calendario politico serbo e accoglie una delle principali richieste avanzate dal movimento universitario, protagonista di una lunga stagione di manifestazioni contro il governo e contro quella che i dimostranti denunciano come una diffusa presenza della corruzione nelle istituzioni.
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La mobilitazione affonda le proprie radici nella tragedia avvenuta alla stazione ferroviaria di Novi Sad nel novembre 2024. Il crollo di una pensilina provocò 16 vittime e aprì una profonda ferita nel Paese.
Le proteste nate per chiedere chiarezza sulle responsabilità dell'incidente hanno progressivamente assunto una dimensione politica più ampia. Gli studenti hanno reclamato trasparenza nelle indagini e responsabilità istituzionali, collegando quanto accaduto a problemi strutturali nella gestione degli appalti e della cosa pubblica.
Con il passare dei mesi, le manifestazioni hanno coinvolto fasce sempre più ampie della popolazione. Le richieste iniziali si sono così trasformate nella domanda di un ritorno anticipato alle urne.
Ora quella richiesta ha una data precisa. Il movimento studentesco si prepara inoltre a partecipare direttamente alla competizione attraverso una propria lista elettorale, portando nelle urne una protesta nata nelle università e poi diffusasi nelle piazze.
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Nel suo intervento televisivo, Vucic ha presentato la scelta come una risposta alla necessità di ottenere un pronunciamento chiaro dell'elettorato dopo un lungo periodo di tensione politica.
Il presidente ha rivendicato la linea seguita dalla Serbia negli ultimi anni, basata sul percorso europeo del Paese senza rinunciare, secondo la sua impostazione, ai rapporti con gli alleati tradizionali e alla tutela degli interessi nazionali.
Vucic ha anche riconosciuto la profondità delle divisioni emerse nella società serba e ha sostenuto che, nelle condizioni attuali, soltanto il risultato delle urne possa stabilire con chiarezza quali forze godano del sostegno della maggioranza dei cittadini.
Resta invece durissimo il confronto con il movimento studentesco. Il capo dello Stato e i suoi alleati hanno ripetutamente accusato alcuni settori della protesta di beneficiare di sostegni provenienti dall'estero e di contribuire all'instabilità del Paese. Accuse respinte dai manifestanti, che rivendicano il carattere interno e civico della mobilitazione.
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Le elezioni del 25 ottobre rappresentano uno dei passaggi politici più delicati della lunga stagione di Vucic al vertice della Serbia.
Ex primo ministro ed eletto presidente della Repubblica nel 2017, Vucic è stato confermato nel 2022. Da oltre dieci anni costituisce la figura dominante della politica nazionale, mentre il Partito Progressista Serbo resta il principale perno della maggioranza.
Il voto anticipato arriva però in uno scenario diverso rispetto alle precedenti consultazioni. Le proteste seguite alla tragedia di Novi Sad hanno mostrato una capacità di mobilitazione significativa, con grandi manifestazioni a Belgrado e in altre città e una partecipazione giovanile particolarmente forte.
La campagna elettorale sarà quindi anche un test sulla capacità del movimento nato nelle università di trasformare il consenso raccolto nelle piazze in rappresentanza parlamentare.
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Alla partita per il Parlamento potrebbe aggiungersi un cambiamento personale ai vertici dello Stato. Vucic ha infatti lasciato intendere di voler abbandonare anticipatamente la presidenza della Repubblica dopo la convocazione delle politiche per concentrarsi sulla campagna elettorale.
Il Partito Progressista Serbo gli ha chiesto di assumere la guida della lista e di candidarsi nuovamente alla carica di primo ministro. Il presidente dovrebbe essere il punto di riferimento della coalizione Serbia Unita, costruita attorno alla sua leadership.
Una sua eventuale uscita anticipata dalla presidenza aprirebbe inoltre la strada a nuove elezioni per il capo dello Stato, che potrebbero essere organizzate dopo le parlamentari ed eventualmente entro la fine del 2026.
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