Israele alza il livello di allerta a tre settimane dalle elezioni politiche. Secondo le informazioni raccolte dallo Shin Bet, Hamas starebbe intensificando gli sforzi per organizzare un attacco complesso o un'operazione mirata al rapimento di soldati, con una finestra temporale precisa: i giorni immediatamente precedenti al voto del 27 ottobre o quelli successivi.
L'allarme è stato presentato dal capo del servizio di sicurezza interna israeliano, David Zini, durante la riunione del gabinetto politico-militare. Secondo quanto riferito da Channel 12 e ripreso dai media israeliani, l'intelligence considera la minaccia sufficientemente concreta da aver già spinto l'apparato di sicurezza a rafforzare la preparazione.
Non si tratta, almeno per il momento, dell'annuncio di un attentato già individuato nei dettagli. È una valutazione dell'intelligence israeliana su attività e intenzioni attribuite ad Hamas, in una fase particolarmente delicata per il Paese.
Il timore è che un'operazione possa essere progettata proprio per coincidere con le elezioni e ottenere il massimo impatto possibile sull'opinione pubblica israeliana.
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Secondo le informazioni presentate ai ministri, Hamas starebbe lavorando a due possibili scenari: un attacco articolato oppure il rapimento mirato di militari israeliani.
La valutazione dello Shin Bet è che il gruppo possa cercare di agire in prossimità delle elezioni per amplificare l'impatto mediatico dell'operazione, condizionare l'agenda politica e di sicurezza e modificare la situazione sul terreno.
Il voto israeliano è fissato per il 27 ottobre.
È proprio questa scadenza ad avere spinto i vertici della sicurezza a considerare le prossime settimane particolarmente sensibili.
Il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha assicurato che l'esercito si trova in una condizione di «prevenzione continua», con l'obiettivo di individuare e fermare eventuali operazioni prima che possano essere realizzate.
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Il rapimento di un soldato rappresenta uno degli scenari che maggiormente preoccupano le autorità israeliane.
Un'operazione di questo tipo avrebbe infatti un valore non soltanto militare ma anche politico e simbolico, soprattutto a ridosso delle elezioni e nel periodo dell'anniversario dell'attacco del 7 ottobre 2023.
Secondo le informazioni riportate da Sky TG24, nei giorni scorsi l'Idf era già stato posto in stato di massima allerta nell'area di Gaza proprio sulla base del timore che Hamas potesse tentare di catturare un militare israeliano.
L'allarme presentato adesso dallo Shin Bet amplia però il quadro: l'eventuale operazione non viene più collegata soltanto all'anniversario del 7 ottobre, ma anche alla campagna elettorale e alle settimane immediatamente successive al voto.
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La valutazione dei servizi israeliani contiene anche un altro elemento significativo.
Nonostante le operazioni militari condotte nella Striscia, secondo lo Shin Bet Hamas conserverebbe ancora capacità sufficienti per pianificare azioni offensive.
Zini avrebbe inoltre segnalato il rischio di un coordinamento con altre forze legate all'Iran, compresi gli Houthi dello Yemen. Anche in questo caso si tratta di scenari illustrati dall'intelligence israeliana e non di un'operazione congiunta già accertata.
Il quadro descritto durante il gabinetto di sicurezza resta infatti complesso su più fronti, dalla Striscia di Gaza all'Iran.
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Durante la stessa riunione i vertici militari hanno fatto il punto anche sulle operazioni nella Striscia.
Secondo quanto riferito al governo, l'esercito israeliano avrebbe già sgomberato circa il 95% dei tunnel individuati tra la cosiddetta Linea Gialla e il confine israeliano.
Ma la capacità residua di Hamas rimane al centro delle valutazioni dell'intelligence.
Nei giorni scorsi, secondo i media israeliani, uomini armati sono stati osservati mentre cercavano di muoversi tra le macerie e di avvicinarsi alla zona controllata dall'Idf. È in questo contesto che l'esercito sta cercando di impedire infiltrazioni o operazioni contro i militari schierati lungo la linea di sicurezza.
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Durante il gabinetto politico-militare è intervenuto anche Benjamin Netanyahu.
Il primo ministro ha ribadito che l'obiettivo dichiarato di Israele nella Striscia rimane l'eliminazione di Hamas.
«Li stiamo colpendo duramente e continueremo a colpirli», ha affermato Netanyahu secondo quanto riportato dai media israeliani.
Le parole del premier arrivano mentre la campagna elettorale entra nella sua fase decisiva e la sicurezza torna inevitabilmente a occupare una posizione centrale nel confronto politico.
Proprio per questo qualsiasi nuovo attacco avrebbe conseguenze che andrebbero oltre il terreno militare.
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È questo il punto centrale dell'allarme dello Shin Bet.
Secondo l'intelligence, scegliere il periodo immediatamente precedente o successivo alle elezioni consentirebbe ad Hamas di massimizzare l'effetto politico e mediatico di un eventuale attacco.
Il 27 ottobre gli israeliani saranno chiamati alle urne in un Paese ancora profondamente segnato dalla guerra e dalle conseguenze dell'attacco del 7 ottobre 2023.
Un attentato o un rapimento nelle settimane del voto avrebbe quindi inevitabilmente un impatto sulla campagna elettorale e sul dibattito pubblico.
Attribuire ad Hamas l'intenzione di ottenere esattamente questo risultato resta però, allo stato attuale, una valutazione dei servizi israeliani.
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L'apparato di sicurezza si sta quindi preparando a una fase considerata particolarmente delicata.
L'obiettivo è impedire che un'eventuale operazione possa sorprendere nuovamente il sistema israeliano, soprattutto considerando il peso che il fallimento dell'intelligence prima dell'attacco del 7 ottobre 2023 continua ad avere sul Paese e sulle sue istituzioni.
A tre settimane dalle elezioni, dunque, la campagna politica israeliana si intreccia nuovamente con la sicurezza.
Per ora non c'è un attacco imminente annunciato né un piano reso pubblico nei suoi dettagli. C'è però un'allerta specifica dello Shin Bet, comunicata direttamente al governo: Hamas starebbe cercando di costruire un'operazione capace di colpire Israele nel momento di maggiore esposizione politica, a ridosso del voto del 27 ottobre o immediatamente dopo.
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