Barricate improvvisate con cassonetti e materiale da cantiere, lanci di pietre e oggetti contro gli agenti, poi i lacrimogeni e l'intervento della polizia antisommossa. A Strasburgo la grande giornata di mobilitazione degli studenti francesi si è conclusa con momenti di forte tensione nella zona universitaria, dopo un corteo che per gran parte del suo percorso si era svolto senza incidenti.
Migliaia di persone avevano attraversato il centro della città per sostenere la protesta partita dai licei francesi e ormai diventata un movimento nazionale. Secondo la prefettura i partecipanti erano circa 5mila, mentre gli organizzatori parlano di una presenza compresa tra 10mila e 15mila persone.
Alla manifestazione hanno partecipato studenti, insegnanti, genitori e rappresentanti sindacali. Nel corteo erano presenti anche delegazioni politiche, tra cui gli eurodeputati de La France Insoumise Emma Fourreau e Anthony Smith.
La situazione è cambiata soltanto nel pomeriggio, quando diverse centinaia di giovani hanno raggiunto il quartiere universitario e alcuni gruppi hanno tentato di dirigersi nuovamente verso il centro.
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Gli scontri si sono concentrati nei pressi di rue du Maréchal Juin e successivamente nella zona di boulevard de la Victoire.
Secondo la ricostruzione dell'ANSA, dopo essere stati fermati dalle unità della polizia nazionale in assetto antisommossa, alcuni manifestanti hanno utilizzato cassonetti e materiale recuperato nei cantieri per costruire barricate.
Sono quindi cominciati i lanci di oggetti e pietre verso gli agenti.
La polizia ha risposto utilizzando gas lacrimogeni e ha progressivamente liberato la strada, spingendo i gruppi rimasti verso i giardini dell'università. L'intervento, secondo la ricostruzione sul posto, è avvenuto senza un confronto diretto generalizzato con scudi e manganelli.
È importante distinguere questa fase dal corteo che l'aveva preceduta: la manifestazione principale si era infatti svolta sostanzialmente senza incidenti tra place Kléber e place de la République.
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Durante la dispersione un agente è stato colpito al volto da un sampietrino.
Il poliziotto ha riportato una ferita all'arcata sopracciliare ed è stato portato in ospedale. Il giovane indicato come responsabile del lancio è stato fermato.
Il sindacato di polizia UN1TE ha parlato di un episodio di particolare gravità e ha chiesto una risposta giudiziaria. La prefettura del Basso Reno ha a sua volta condannato le violenze registrate al termine della manifestazione.
Complessivamente, secondo il bilancio comunicato dalle autorità locali, nella giornata sono state fermate sei persone nell'area interessata dalla mobilitazione, cinque delle quali nella zona di competenza della polizia.
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Ma c'è anche un episodio che riguarda l'intervento delle forze dell'ordine e che potrebbe avere conseguenze giudiziarie.
Intorno alle 17.30, durante una manifestazione non autorizzata nella zona di boulevard de la Victoire, un giovane è stato colpito alla bocca da un proiettile sparato con un LBD, l'arma non letale utilizzata dalla polizia francese per il lancio di proiettili di gomma.
Secondo Dernières Nouvelles d'Alsace, il colpo sarebbe stato sparato da una distanza superiore ai 50 metri durante un intervento finalizzato a disperdere i gruppi rimasti nella zona.
Il giovane avrebbe riportato una ferita lieve e non sarebbe stato necessario l'intervento dei soccorritori.
Il deputato de La France Insoumise Emmanuel Fernandes ha annunciato che segnalerà l'episodio alla Procura della Repubblica.
Sarà quindi necessario accertare le circostanze precise nelle quali il colpo è stato esploso.
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Gli scontri di Strasburgo non sono un episodio isolato.
Da settimane la Francia è attraversata da una protesta partita dai licei e progressivamente allargatasi a insegnanti, genitori e altri settori della società.
Gli studenti denunciano carenza di personale, assenza di insegnanti, classi sovraffollate, strutture scolastiche deteriorate e insufficienza delle risorse destinate all'istruzione. In diversi istituti vengono segnalati problemi molto concreti, dalle infiltrazioni d'acqua alla presenza di ratti.
Il movimento era cominciato a settembre nella regione parigina, per poi estendersi rapidamente al resto del Paese.
Strasburgo è diventata uno dei punti più caldi della protesta.
Già nei giorni precedenti si erano verificati blocchi, incendi di cassonetti, danneggiamenti e scontri con la polizia. Il 2 ottobre la stessa presidente dell'Università di Strasburgo aveva chiesto l'intervento delle forze dell'ordine nel campus dell'Esplanade dopo l'accensione di un incendio alimentato anche con materiale universitario.
Link to Il tribunale aveva sospeso il divieto di manifestareIl tribunale aveva sospeso il divieto di manifestare
Proprio alla vigilia della mobilitazione era intervenuto anche il Tribunale amministrativo di Strasburgo.
La prefettura del Basso Reno aveva vietato gli assembramenti nei pressi di quindici licei tra Strasburgo, Schiltigheim, Bischheim e Sélestat.
Sindacati e associazioni di studenti, avvocati e magistrati avevano però impugnato il provvedimento.
Il giudice amministrativo ha riconosciuto l'esistenza di un rischio di disordini, ma ha giudicato il divieto troppo impreciso e ne ha sospeso l'esecuzione. È rimasta invece valida l'autorizzazione all'utilizzo dei droni della polizia per sorvegliare le manifestazioni, considerata limitata nel tempo e nello spazio e proporzionata alle esigenze di ordine pubblico.
È un passaggio significativo perché mostra quanto fosse già alta la tensione prima della manifestazione di martedì.
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Strasburgo è stata soltanto una delle città coinvolte.
Secondo il ministero dell'Interno francese, più di 250mila persone hanno partecipato alle manifestazioni organizzate martedì in tutto il Paese. Gli organizzatori hanno fornito una stima più alta, parlando di circa 450mila partecipanti.
Tensioni e scontri sono stati registrati anche a Parigi, Rennes, Tolosa e in altre città.
La polizia ha utilizzato lacrimogeni e, in alcuni casi, idranti per disperdere i gruppi più violenti.
Il bilancio nazionale della giornata parla di 488 persone fermate. Il ministero dell'Interno ha inoltre riferito di 43 appartenenti alle forze dell'ordine feriti durante le manifestazioni.
Ancora più pesante è il bilancio complessivo dall'inizio della protesta: secondo i dati governativi riportati da Reuters, almeno 215 studenti e 85 appartenenti al personale scolastico sono rimasti feriti, insieme a oltre 700 agenti.
Nei giorni scorsi un adolescente ha inoltre perso una mano dopo l'esplosione di una granata utilizzata dalla polizia. L'episodio ha ulteriormente alimentato le accuse di uso eccessivo della forza avanzate da associazioni, studenti e gruppi di genitori.
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Il dato più impressionante riguarda però il numero complessivo dei fermi.
Dal 28 settembre, secondo il ministero dell'Interno, sono state fermate 6.547 persone nel corso delle mobilitazioni studentesche. Molti dei ragazzi coinvolti sono minorenni.
Il governo sostiene che in diverse città le manifestazioni siano state infiltrate da gruppi intenzionati soprattutto a provocare disordini e danneggiamenti.
Studenti, associazioni per i diritti e organizzazioni dei genitori contestano invece la durezza della risposta delle forze dell'ordine e chiedono indagini sugli episodi che hanno coinvolto minorenni.
Le due questioni non si escludono: nelle manifestazioni si sono verificati effettivamente lanci di oggetti, incendi e danneggiamenti, mentre parallelamente sono in corso contestazioni sull'impiego della forza da parte della polizia.
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La dimensione raggiunta dalla protesta ha ormai trasformato una mobilitazione scolastica in un problema nazionale.
Il presidente Emmanuel Macron ha convocato all'Eliseo il primo ministro Sébastien Lecornu e altri esponenti del governo per fare il punto sulla situazione.
Lecornu ha riconosciuto la gravità delle condizioni denunciate dagli studenti e ha promesso risposte su alcuni dei problemi più immediati, tra cui la sostituzione degli insegnanti assenti e le condizioni degli edifici scolastici.
Il governo ha annunciato nuove proposte entro la fine di ottobre.
Ma la protesta, nata intorno alla scuola, ha ormai assunto una dimensione più ampia.
E Strasburgo ne restituisce bene le due facce: migliaia di studenti, insegnanti e genitori in un corteo che si svolge pacificamente per ore e, alla fine della manifestazione, gruppi più ridotti che si scontrano con le forze dell'ordine tra barricate, pietre e lacrimogeni.
Una distinzione importante, soprattutto mentre il movimento studentesco francese entra in una fase sempre più delicata.
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