In un intervista rilasciata al Corriere della, Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, ha annunciato di aver deciso di entrare in politica impegnandosi al fianco di Ernesto Maria Ruffini.
"Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico. Ma non è questo che mi interessa", afferma Gabrielli. L’obiettivo, sottolinea, è contribuire "in prima persona alla costruzione di una nuova idea di Paese". E aggiunge: "Lo faccio senza chiedere ruoli o garanzie: prima viene il progetto, poi il resto".
Gabrielli chiarisce anche la collocazione politica del nuovo progetto, definendola "senza ambiguità" nel centrosinistra: "Non cerchiamo un’equidistanza tra destra e sinistra. Non immaginiamo un centro autosufficiente, destinato all’irrilevanza. La nostra collocazione è nel centrosinistra, con l’ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo», ha spiegato. Un progetto, quindi che vada a costruire un’alleanza fondata su una visione condivisa del Paese, senza porre veti, nemmeno su Renzi. Al contrario, su Calenda sarà il nuovo progetto politico a dover elaborare una proposta capace di rivolgersi anche a lui e al suo elettorato.
Per quanto riguarda le primarie, Gabrielli osserva che lo strumento può essere utile, ma soltanto dopo aver definito le basi politiche dell’alleanza. "Prima si costruiscono un programma condiviso, un perimetro politico e regole comuni", ha affermato. Solo successivamente, aggiunge, "eventualmente si chiede ai cittadini di scegliere chi debba assumersi la responsabilità di guidare quel progetto". Il rischio sarebbe trasformare le primarie in una competizione interna tra partiti: "un suicidio organizzare le primarie come una conta tra partiti".
Poi si sofferma sulla destra, su Meloni e Vannacci, sostenendo che la crescita del generale sarebbe anche "la dimostrazione del fallimento del governo", in particolare sui temi dell’immigrazione e della sicurezza. E continua: "Vannacci dice oggi molte delle cose che Meloni diceva quando era all’opposizione". Gabrielli sottolinea però la differenza tra la fase dell’opposizione e quella di governo: "Un conto è spararle grosse dall’opposizione, un altro è governare fenomeni complessi".
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