«Dobbiamo impedire che si faccia un danno all'agricoltura. Il governo pone grande attenzione nei confronti di questi temi, però evitiamo di interrompere i servizi che poi recano un danno soprattutto ai cittadini e non portano alcun vantaggio». Così il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, che, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle proteste nel Sud Italia legate al caro carburanti, ha invitato a evitare blocchi e interruzioni dei servizi essenziali, sottolineando le conseguenze che queste forme di protesta possono avere sulla popolazione.
Le dichiarazioni sono state rilasciate durante un punto stampa a margine del Forum “Welfare, Italia” 2026, a Roma, nel corso del quale il ministro è intervenuto anche sugli scontri di Milano, sulle misure di sicurezza allo studio dell'esecutivo e sui principali temi economici.
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Interpellato sulle manifestazioni pacifiche che hanno interessato il Mezzogiorno, Tajani ha riconosciuto le difficoltà legate all'aumento del costo dei carburanti, ricordando gli interventi già adottati dal governo. «C'è un problema che riguarda il costo del carburante. Abbiamo fatto interventi anche nel settore agricolo, è tutto quello che era possibile fare», ha dichiarato, facendo riferimento a una riunione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini con i rappresentanti del settore. Il vicepremier ha quindi richiamato la necessità di garantire la distribuzione delle merci, evitando ripercussioni sull'approvvigionamento dei beni essenziali.
«Speriamo che possano essere trovate le soluzioni per permettere poi di rifornire i negozi, i mercati, i supermercati, a cominciare dai farmaci, soprattutto quelli salvavita, per passare poi al fresco, cioè tutto quello che si può deteriorare», ha spiegato. Alla domanda su come si sia arrivati a questo punto, Tajani ha ricondotto le difficoltà del settore al contesto internazionale e all'aumento dei prezzi del petrolio. «Ci siamo arrivati perché ci sono due guerre all'orizzonte, c'è il blocco di Hormuz, aumenta il costo del petrolio. Non è una questione che riguarda l'Italia, è una questione mondiale», ha affermato.
Il ministro ha quindi sottolineato la necessità di intervenire per sostenere il comparto: «Bisogna affrontarla e cercare di dare risposte concrete per alleviare i problemi di chi opera nel settore dell'autotrasporto», richiamando le riunioni organizzate dal governo per affrontare le criticità.
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Nel corso del punto stampa, Tajani è intervenuto anche sugli episodi di violenza e sui saccheggi registrati a Milano. Sollecitato sull'efficacia delle misure adottate dall'esecutivo in materia di sicurezza, il ministro ha annunciato una risposta decisa. «C'è una situazione alla quale il governo risponderà con grande fermezza. Ci saranno 500 militari che avranno anche poteri di polizia giudiziaria, che contribuiranno a garantire la sicurezza», ha dichiarato.
Tajani ha parlato di un rafforzamento della prevenzione e di ulteriori interventi normativi. «È un'attività forte di prevenzione», ha spiegato, facendo riferimento a decisioni destinate a impedire che le città si trasformino in «luoghi di devastazione». «È inaccettabile quello che è accaduto. La risposta del governo sarà fermissima per garantire il libero commercio, per garantire la sicurezza dei cittadini nei centri storici», ha aggiunto, richiamando la presenza di 500 militari in più a Milano e provvedimenti per contrastare la criminalità, anche minorile.
Rispondendo a una domanda sul bilancio delle politiche di sicurezza del governo, il vicepremier ha rivendicato i risultati dell'esecutivo. «Il governo della sicurezza è un governo che ha ridotto anche il numero dei reati che vengono commessi», ha sostenuto.
Tajani ha poi collegato il clima di tensione sociale anche alle difficoltà economiche internazionali. «Purtroppo c'è una situazione economica complicata che provoca anche malcontento tra le persone. Detto questo, l'Italia vive una condizione economica migliore, per esempio, della Francia», ha osservato.
Il ministro ha quindi distinto il diritto di manifestare dagli episodi di violenza. «Non possiamo pensare che le manifestazioni pacifiche, giuste perché siamo in democrazia e abbiamo il diritto di manifestare, si trasformino in azioni delinquenziali», ha affermato.
«Chi ha devastato il centro di Milano, di altre città, è un delinquente», ha aggiunto, osservando che dietro questi episodi non sempre vi sarebbero motivazioni politiche e che occorre verificare l'eventuale presenza di una regia. Tajani ha infine fatto riferimento alla presenza di cittadini stranieri tra le persone arrestate, ribadendo la necessità di contrastare gli episodi di violenza.
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Sul fronte economico, il vicepremier ha affrontato il tema del possibile contributo di banche e assicurazioni alla manovra, rispondendo a una domanda sull'ipotesi di reperire cinque miliardi di euro dal settore finanziario. «Per quanto mi riguarda, certamente non tassando i profitti, perché gli extraprofitti non esistono», ha dichiarato Tajani.
Secondo il ministro, la situazione internazionale rende necessario individuare risorse straordinarie per sostenere cittadini e imprese, senza adottare un'impostazione punitiva nei confronti del sistema bancario e assicurativo. «Bisogna trovare un modo per far sì che ci sia un contributo in un momento particolare, con una situazione che è cambiata a causa delle due guerre, con un'impennata del costo dei prodotti energetici, che non dipende dall'azione del governo, non dipende dalla situazione italiana, ma dalla situazione mondiale», ha spiegato.
Tajani ha quindi richiamato la necessità di interventi straordinari e di coperture adeguate, citando anche le iniziative europee in materia di flessibilità e sostegno al settore energetico. «Il contributo del mondo finanziario è importante, ripeto, ma dovrà essere frutto non di una tassazione sugli extraprofitti, ma di qualcosa di diverso», ha affermato. Il vicepremier ha auspicato una collaborazione più ampia tra banche, assicurazioni e altri comparti imprenditoriali, sottolineando che l'obiettivo deve essere quello di aiutare il Paese a superare questa fase, senza penalizzare il sistema produttivo e finanziario.
Particolare attenzione, nella posizione espressa dal ministro, deve essere riservata alle banche di prossimità, alle banche di credito cooperativo e alle popolari, per il ruolo che svolgono nel sostegno alle famiglie e alle piccole imprese. L'obiettivo, ha spiegato Tajani, è individuare risorse per una manovra capace di rispondere alle difficoltà economiche e sociali. «Penso soprattutto ai giovani, al ceto medio, agli anziani, alla sanità, in modo particolare collegata anche ai problemi degli anziani, che sono sempre più numerosi nel nostro Paese», ha sottolineato.
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Nel corso delle dichiarazioni, Tajani ha infine affrontato il rapporto tra sviluppo economico e protezione sociale, uno dei temi centrali del Forum “Welfare, Italia”. Il ministro ha richiamato il modello europeo dell'economia sociale di mercato, sottolineando come la crescita debba essere finalizzata al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.
«L'Europa nasce con una base di politica economica che si chiama economia sociale di mercato. Il mercato è finalizzato a far stare meglio i cittadini», ha spiegato. Secondo il vicepremier, gli investimenti e le politiche a sostegno dello sviluppo economico devono avere come obiettivo il benessere della popolazione. «Anche quando diciamo che devono essere investiti più fondi a livello europeo, l'idea della crescita è lo strumento per far vivere meglio i cittadini», ha affermato.
In questa prospettiva, Tajani ha ribadito il ruolo delle imprese nella creazione di occupazione e nel miglioramento delle condizioni sociali. «L'impresa è lo strumento per creare lavoro e per dare condizioni migliori ai cittadini. Quindi la politica della crescita non può essere disgiunta dal welfare, che è l'obiettivo fondamentale di tutti noi», ha sottolineato.
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