Tamoil mette un tetto a benzina e diesel: il price cap si allarga a metà della rete italiana

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Corinna Pindaro

Anche Tamoil interviene sul caro carburanti dopo Eni, IP e Q8. Misure sui prezzi di benzina e diesel fino al 31 ottobre: il price cap coinvolge ormai oltre metà della rete italiana.

Tamoil mette un tetto a benzina e diesel: il price cap si allarga a metà della rete italiana

Anche Tamoil interviene sui prezzi di benzina e gasolio. Dopo Eni, IP e Q8, la compagnia ha annunciato una serie di misure per contenere il costo dei carburanti nella propria rete italiana, allargando ulteriormente il numero dei distributori coinvolti nella corsa ai prezzi calmierati.

L’iniziativa resterà in vigore fino al 31 ottobre 2026 e arriva dopo l’appello rivolto dal governo alle compagnie energetiche affinché intervenissero per attenuare l’impatto dei rincari sui consumatori.

Tamoil Italia, società appartenente al gruppo internazionale Oilinvest, ha spiegato che la decisione nasce dalle condizioni straordinarie determinate dalle tensioni internazionali e dalle loro conseguenze sui mercati energetici, sul settore dei trasporti e sul potere d’acquisto delle famiglie.

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A differenza di Eni, però, Tamoil non ha indicato per il momento un prezzo massimo unico valido per benzina e diesel.

La compagnia parla più genericamente di misure finalizzate al contenimento dei prezzi nella propria rete, precisando che gli interventi sono stati studiati per garantire un beneficio ai consumatori senza compromettere la sostenibilità economica dei gestori.

È una distinzione importante.

Eni ha infatti fissato un tetto esplicito di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, mentre per Tamoil, così come per IP, non è stato annunciato un valore nazionale ufficiale del price cap. Q8 ha adottato un meccanismo modulare e, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana riportate dal Corriere, il limite osservato all’avvio dell’iniziativa è di 1,994 euro per la benzina e 2,194 per il diesel.

Per gli automobilisti sarà quindi necessario verificare il prezzo effettivamente praticato dal singolo impianto Tamoil.

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L’ingresso di Tamoil cambia soprattutto le dimensioni dell’operazione.

La compagnia dispone di una rete di oltre 1.500 stazioni di servizio in Italia. Secondo le stime diffuse dalle associazioni dei consumatori, sommando Tamoil alle reti di Eni, IP e Q8, i distributori riconducibili alle compagnie che hanno annunciato misure di contenimento arrivano a circa 11.500 su poco più di 21mila impianti italiani.

In altre parole, il meccanismo dei prezzi calmierati potrebbe interessare ormai più della metà della rete nazionale.

È un salto considerevole rispetto all’avvio dell’iniziativa, quando era stata Eni a rompere per prima il fronte dei rincari fissando un limite ai prezzi praticati nei punti vendita Enilive.

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L’effetto domino è stato rapido.

Dal 28 settembre Eni ha introdotto il tetto di 1,99 euro al litro sulla benzina e 2,19 euro sul diesel per trenta giorni, con la possibilità di prolungare l’iniziativa fino alla fine dell’anno in base all’andamento dei mercati e degli approvvigionamenti.

A Eni si è aggiunta IP, controllata dall’azera Socar, che ha scelto un sistema di contenimento progressivo senza indicare un unico prezzo massimo nazionale.

Dal primo ottobre è partita anche l’iniziativa di Q8, che ha previsto un meccanismo modulare per trenta giorni.

Adesso arriva Tamoil, che manterrà le proprie misure almeno fino alla fine di ottobre.

L’adesione non è arrivata casualmente. Ancora il 30 settembre fonti di Palazzo Chigi avevano fatto sapere che erano in corso interlocuzioni con il governo libico per favorire l’ingresso di Tamoil nell’iniziativa, con l’obiettivo dichiarato di estendere ulteriormente il contenimento dei prezzi di benzina e gasolio.

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Nel frattempo qualcosa si muove anche sui listini.

Secondo i dati dell’Osservaprezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy riportati il primo ottobre, il prezzo medio self service sulla rete stradale nazionale è sceso a circa 2,084 euro al litro per la benzina e 2,285 euro per il gasolio.

La diminuzione non significa che il price cap delle compagnie si trasferisca integralmente sulla media nazionale: i prezzi variano da impianto a impianto e una parte consistente della rete non aderisce alle iniziative.

Ma l’aumento del numero delle stazioni interessate rende più significativo l’effetto concorrenziale.

Ed è proprio questo il passaggio nuovo: quello iniziato come intervento di una singola compagnia sta assumendo progressivamente le dimensioni di un’iniziativa che interessa una parte consistente del mercato italiano dei carburanti.

Con Tamoil, Eni, IP e Q8, oltre un distributore italiano su due fa ormai capo a compagnie che hanno annunciato misure per contenere il prezzo di benzina e gasolio.

Per capire quanto risparmieranno realmente gli automobilisti, però, bisognerà attendere i listini applicati da Tamoil nei singoli impianti. La società, per ora, ha indicato la durata dell’intervento ma non un prezzo massimo nazionale per litro.

 

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