Fabrizio Corona lancia il suo nuovo partito "Per la verità". Ma è ineleggibile

di

Pierpaolo Carmine Beccarisi

Con un video social, l'ex paparazzo scende in politica: "Sarò il nuovo Berlusconi"

Fabrizio Corona lancia il suo nuovo partito "Per la verità". Ma è ineleggibile

Fabrizio Corona lancia il suo movimento politico, definito da lui stesso "liberale antisistema", che si chiamerà "Per la verità - Corona". 

Nel suo intervento, dai toni particolarmente enfatici, critici e polemici, l'ex paparazzo rivendica la volontà di entrare nel potere per sostenere la sua battaglia sull'informazione e sul "concetto stesso di libertà". 

Il suo progetto nasce dall'accussa mossa contro le Big Tech, colpevoli di averlo cancellato da ogni piattaforma social, da Meta a Youtube, privandolo così "della libertà individuale". Annuncia così la nascita di una piattaforma indipendente, la King Tv, dove sostiene di non poter più essere chiuso e che ospiterà una social interno gratuito ai suoi sostenitori. 

Corona poi passa ad attaccare il sistema politico italiano composto da partiti che, a suo dire, sono "aziende fondate sul cellulare e sull’algoritmo". Si autodefinisce "il nuovo Berlusconi, più bello, più giovane, meno inciucione, più pulito, più trasgressivo", sostenendo di essere "bravo a fare soldi" e di voler "far fare soldi al Paese". Critica poi l'attuale esecutivo, accusato di aver tradito i valori di "Dio, Patria, famiglia" e attacca la gestione dell’immigrazione, sostenendo che chi non è in regola "va mandato via", mentre chi porta competenze deve essere accolto.
Corona, poi, si inserisce nel dibattito attuale sull'intelligenza artificiale, denunciando che rischia di sostituire lavoratori e insegnanti, creando un divario crescente tra ricchi e poveri. Parla anche degli over 50, dei padri separati, della sanità pubblica e della scuola, sostenendo la necessità di partito capace di "dare fastidio al potere". 
L'ex cronista chiude con un appello diretto ai suoi followers: "Se voi, seguendo il mio movimento, mi aiutate, gli facciamo il cu... a questi potenti del ca...".

Secondo Corona, che punta a diventare "la spina nel fianco del sistema", il suo partito non è uno scherzo, come non lo sono le pene accessorie derivanti da una sua condanna per il caso Trezeguet che lo rendono ineleggibile. 
Nel gennaio 2013 la Cassazione aveva reso definitiva la condanna di Corona a a cinque anni di reclusione, mille euro di multa e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali. Secondo i giudici, Corona aveva chiesto 25mila euro al calciatore della Juventus per non pubblicare alcune foto che lo ritraevano in compagnia di una donna.
Da qui la pena accessoria dai pubblici uffici che, secondo l'articolo 28 del Codice Penale, priva il condannato, tra le altre cose, "del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi comizio elettorale". In sostanza, finché la pena accessoria resta efficace, Corona non può candidarsi.

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